La Tenuta

La storia

La Tenuta Vallelunga, che deve il suo nome alla valle che la attraversa in mezzo ai boschi,nasce dalla passione per la caccia di Harry Bracci Torsi, imprenditore farmaceutico pisano, Cavaliere del Lavoro, con l’hobby di allevare cavalli purosangue e della caccia, intesa come attività sportiva, alla maniera dei gentleman inglesi, da cui Harry discendeva.
Queste due passioni, caccia e cavalli (quest’ultima ereditata dalla famiglia Rook, avi materni di Harry, storici allevatori di cavalli e fondatori di Barbaricina a Pisa) si intrecciano nella storia della tenuta.
Negli anni ’50, Harry acquista la proprietà, affascinato dal suo ambiente naturale intatto e vario (trecentocinquanta ettari, basse colline di cui 250 ettari di boschi coperti di macchia mediterranea, la fattoria al centro) ne fa una tenuta di caccia, ristruttura le case coloniche e crea un lago artificiale di cinque ettari, una fattoria modello, con grande pollaio, mucche e cavalli.Harry chiama con il nome della tenuta, “Vallelunga”, la scuderia di purosangue il cui cavallo di punta, Chivas Regal, vince il Gran Premio di Merano nel 1974.

Oggi

Negli anni 2000 la famiglia ristruttura le case coloniche all’interno della tenuta: i Ghiacci, il Poggio al Tesoro e ne costruisce una nuova, la Fagianaia (dove era il vecchio pollaio) mantenendo i materiali originali e dividendole in appartamenti per accogliere da maggio a settembre gli ospiti.

Oltre all’agriturismo nel magnifico ambiente naturale di pinete, querce, lecci, olmi e corbezzoli, c’è un maneggio al centro della fattoria, la casa del guardiacaccia, Davide, e la reception per l’accoglienza degli ospiti.

La Tenuta mantiene la sua vocazione di caccia nel periodo invernale, e agricola, in autunno e primavera, con la coltivazione di grano, erba medica, sorgo e le olivete.
Ospita una ricca fauna selvatica stanziale – come il cinghiale, la volpe, lo scoiattolo, l’istrice, il muflone, il capriolo e il fagiano – e migratoria, come la beccaccia, l’anitra e il colombaccio.